Etica
imprenditoriale
Etica é la parte della filosofia che studia
la condotta umana, i moventi che la determinano e le valutazioni
morali, il complesso di norme di comportamento (non leggi) di una
società, di un gruppo ecc.
Perché scrivere di Etica imprenditoriale?
Perché più che di conoscenza tecnica, commerciale,
finanziaria questo strano paese in cui viviamo, oggi più
che mai, ha bisogno di Etica. Nell'imprenditoria come nella vita
di tutti i giorni e, magari, anche in politica? Oggi più
che in passato c'è bisogno di Etica, di senso civico, di
correttezza e capacità imprenditoriale, di riuscire ad avere
successo e stima contemporaneamente. In un paese di furbi come l'Italia
in cui l'ammirazione delle masse va a questo o quell'imprenditore
che si è arricchito grazie ad “inciuci” con la
politica, c'è bisogno di stimolare e costruire un senso critico
che renda tutti capaci ed interessati a distinguere il successo
dall'arricchimento.
Analisi
salute aziendale
Ottimismo realista, ovvero credere nel proprio
progetto mantenendo aperti occhi ed orecchie alle critiche, suggerimenti
e stimoli che ci vengono da amici, collaboratori, concorrenti ed
ambiente circostante.
Il peso del comando, la solitudine del capitano.
Come il capitano di un vascello, l'imprenditore è solo al
comando della propria azienda. Meriti e responsabilità, successi
e fallimenti sono sempre e solo riconducibili al titolare di impresa,
alla sua capacità di trasmettere ai propri collaboratori
quella comprensione del progetto, capacità e determinazione
a realizzarlo, senza i quali non è possibile raggiungere
l'obiettivo. Ogni successo o fallimento dipendono dalla sua capacità
di comprendere e valutare la realtà, il momento socio-economico,
i bisogni e le tendenze del mercato, le persone e la percezione
che hanno del mondo. L'imprenditore deve riunire in se un animo
visionario ed un profondo pragmatismo, la capacità di immaginare
il futuro (pilotarlo?).
Motivazione
dei team
Profitto equo, il principale punto di forza e debolezza
di ogni struttura articolata risiede nei singoli che la compongono.
Solo un gruppo consapevole, affiatato, determinato e motivato può
ragionevolmente mirare al successo.
Mediazione
nelle controversie intraziendali
L'eccessiva lontananza, economica, culturale, organizzativa
e sociale, tra i vari componenti di un organizzazione, porta al
distacco, alla disinformazione, disaffezione e divisione con conseguente
sorgere di dinamiche di conflitto più o meno profondo e più
o meno dannoso per la struttura nel suo complesso. Ogni singolo
deve vedere concretamente, economicamente e psicologicamente un
vantaggio nel successo dell'impresa.
Le risorse umane sono persone, la formazione,
ma ancor più l'assimilazione di un singolo all'interno della
struttura è un costo difficilmente valutabile fino in fondo.
La perdita di un elemento integrato e formato un costo spesso sottovalutato.
La precarietà del lavoro è un danno incalcolabile
di cui anche le imprese fanno le spese. Fuga di capacità,
conoscenze, clientela, segreti aziendali, sono molti i punti da
tenere in considerazione quando si lascia uscire un singolo da una
struttura. Chiunque è sostituibile, ma a quale prezzo? come
si calcola il punto di rottura tra le pretese del singolo e le esigenze
della struttura? come evitare che sentimenti irrazionali (orgoglio,
simpatia/antipatia) influenzino le decisioni? Non esiste in assoluto
nulla di importante come l'essere umano nella sua singolarità
ed unicità, non esiste nulla di complesso come le relazioni
tra i singoli e tra questi e le organizzazioni complesse.
*paragrafi tratti da: Manuale di Etica Imprenditoriale
- Dott. M. Luciani - per
informazioni
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